LINKEDIN · Il BIM per i professionisti e i piccoli studi

Il BIM non è un concetto nuovo, anzi, esiste dagli anni ’70. Autodesk nel 2003 pubblicava un libro bianco intitolato "Building Information Modeling" ma solamente negli ultimi anni il BIM è uscito dall'ombra. Nonostante ciò in Italia tutt'ora si equivoca pensando che BIM significhi modello 3D, considerandolo come mera evoluzione del sistema 2D CAD.
Niente di più falso. Descriverlo in breve non è facile, mutuerò questa definizione che è abbastanza condivisa: “processo che comprende la generazione e la gestione di rappresentazioni digitali delle caratteristiche fisiche e di funzionamento di un’opera”. Generazione di modelli che rappresentano una forma di conoscenza condivisa, dati utilizzabili in tutte le fasi del ciclo di vita dell’opera, dall'ideazione alla costruzione, dalla gestione alla demolizione.
Si parla ovunque di crisi del settore ma, al di là dei numeri drammatici, gli analisti concordano nel non imputare le attuali difficoltà di ripresa solo a cause congiunturali. Cause strutturali come la mancata evoluzione del settore vanno affrontate con una coraggiosa rivisitazione dei processi aziendali, per tutti gli operatori della filiera.
Ma quando opero ad un livello BIM 1, dove la collaborazione e la condivisione non sono prioritarie, può il BIM essere conveniente?
In questo articolo, seppur breve e non certo esaustivo, parlo di risparmio cercando di dare risposta positiva a questa domanda. Conscio che, il solo fatto di avvicinarsi, abbracciare questo "nuovo" sistema di progettare, sia comunque un andare avanti piuttosto che no.




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