11 novembre 2017 · Udine 3D Forum - BIM: un mercato nuovo con inattesi sbocchi lavorativi.


Quando iniziai ad interessarmi ai software di progettazione BIM, nel 2006, mi domandai se un nuovo e più moderno approccio alla progettazione, potesse rappresentare un'opportunità di lavoro creando nuovi sbocchi occupazionali o se si riducesse al passaggio da un sistema, il CAD, a qualcosa di più complesso e completo.

Il 2006 fu l'anno del mio primo corso su un software BIM e ad essere sinceri non ci avrei scommesso. Reputavo allora il sistema di progettazione offerto troppo macchinoso, ovviamente rapportato alle mie esperienze ma soprattutto alle esigenze dei piccoli e medi studi di progettazione con i quali allora ed ancor oggi collaboro; inoltre in regione - Friuli Venezia Giulia - riscontrai molta resistenze, dubbi e perplessità. Quindi abbandonai la strada e continuai a proporre il CAD, seppure avanzato, ancora per due anni.
Nel 2008 fu la volta di Revit Architecture, il primo corso mi piacque e il software mi impressionò. Con Revit avevo trovato quella sintonia che cercavo e sapevo che il feeling con lo strumento di lavoro rappresenta una componente cruciale nel processo di adozione. Decisi perciò di provare ad inserirlo nel mio workflow e dal 2009 iniziai a proporlo anche a terzi; nello stesso anno tenni il mio primo corso di Revit Architecture a Udine.
Nel 2010 già alternavo l'uso di AutoCAD a Revit e proponevo l'adozione del BIM di Revit ed iniziai a riscontrare un timido interesse, convincendomi che di li a poco i tempi sarebbero stati maturi. 

L'adozione ed il cambio metodologico CAD to BIM implica un riassetto della mentalità progettuale non indifferente ed una rottura netta con il sistema CAD. Ma soprattutto con alcune abitudini purtroppo ben radicate in alcune figure professionali. Occorre una visione non composta da fasi singole e spezzettate: rilievo e stesura stato di fatto; progettazione ai soli fini autorizzativi; risoluzione dei problemi costruttivi "in cantiere"; innumerevoli varianti. Sono alcuni esempi di quanto andrà sostituito con una visione globale del progetto e con la sua pianificazione a priori.

E non parlo di 4D (tempi), 5D (costi), 6D (prestazioni) o di 7D (facility menagement), per ora troppo complessi per la semplice ristrutturazione di un fabbricato rurale o progetti similari...




...ma di un ben più semplice 1D (abbozzo), 2D (design) e 3D (modellazione).
Generalmente insieme alla mia committenza mi relaziono solo a questi tre, parzialmente e adattandoli alle richieste: 

1D - STRATEGIE DI PRE-DESIGN: identificazione dei requisiti di progetto, condizioni esistenti e acquisizione di  tutte le informazioni, preparazione di un programma, analisi del sito. Non è contemplato il BIM Esecution Plan (non indispensabile ai nostri fini)

2D - IDEAZIONE DEL PROGETTO: a volte eseguita in CAD per facilitare il committente professionista, si decide in questa fase la bozza progettuale, la direzione generale che il progetto prederà.

3D - MODELLAZIONE: rappresentazione tridimensionale del progetto, tavole 2D per gli autorizzativi (ovviamente estratte dal modello 3D), disegni di dettaglio, viste 3D, render.
Questi passaggi, fino al 2013 si sono dimostrati difficilmente proponibili localmente ed ancor meno implementabili nel quotidiano, in quanto richiedono quel cambio di mentalità suggerito prima. Permettetemi di usare una terminologia un po' forte ma il progettista col progetto raffazzonato, quello del "tutto sul livello 0" o "basta che lo approvino poi risolviamo in cantiere", qui, nel mondo BIM, ha vita breve.

Ma come dicevo i tempi cambiano. Sicuramente la spinta all'adozione obbligatoria negli appalti pubblici e la conseguente aumentata visibilità che il BIM ha acquisito, hanno generato un forte interesse. Ora il BIM è sotto i riflettori, c'è ancora molta confusione ma siamo sulla buona strada. E la mia domanda iniziale qui trova una risposta.

Gli ultimi anni sono stati un susseguirsi di soddisfazioni professionali. Un trend che non accenna a diminuire e che sono certo riservi ancora molte sorprese. Molti chiedono di imparare ad usare Revit Architecturele aule dei miei corsi sono sempre più affollate ma soprattutto parecchi dei miei corsisti trovano lavoro e questo accade sempre più di frequente. C'è un graduale interesse anche verso i corsi di Revit Avanzato o Revit Famiglie, il che significa crescita. Io formo BIM specialists su Revit Architecture, ovvero disegnatori/progettisti BIM specializzati che operano sia come professionisti autonomi, sia come dipendenti, sia come free-lance. Un mondo nuovo. Un mondo di opportunità di lavoro che solo pochi anni fa non esisteva. Un mondo riservato a molti ma non a tutti. Non per capacità ma perchè la formazione e l'acquisizione delle capacità si ottengono dopo mesi di studio e preparazione. Un anno è la previsione più realistica.


A chi è rivolto questo convegno. Principalmente a chi professionalmente non si occupa di grandi progetti e ha bisogno di un BIM a misura, for every day. Un BIM che sia inizialmente implementazione e poi sostituzione del CAD. A chi è interessato alla produzione di famiglie parametriche per l'azienda per cui lavora o collabora. A chi vuole iniziare una professione che lo porterà ad essere BIM specialist prima e BIM manager o coordinator poi. Certo si parte da un BIM di livello 1 e 2 ma con un occhio sempre rivolto al futuro ed alla collaborazione e condivisione tra professionisti e tra professioni differenti, che è la naturale prosecuzione di questo processo di modernizzazione.
lo slogan O TI FORMI O TI FERMI è quanto mai appropriato.

Se pensi che l'argomento ti riguardi allora segui il LINK e registrati gratuitamente. Sabato 11 novembre alle ore 9:00 ti aspetto all'ex collegio Toppo Wasserman ora palazzo Garzolini in via Gemona 92, a Udine. E' GRATIS ma soprattutto lo potresti trovare molto interessante per la tua professione.

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